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Nota ufficiale della società sulle sentenze della Camera di Consiglio della Commissione Disciplinare

In riferimento alle sentenze di primo grado diffuse in data odierna dalla Federcalcio al termine della Camera di Consiglio della Commissione Disciplinare FIGC sul processo del cosiddetto “calcio scommesse”, l’U.S. Triestina Calcio S.p.A. comunica di sentirsi penalizzata oltremisura e conferma la propria volontà di proseguire nella difesa dei propri diritti

Trieste 08-08-2011

In riferimento alle sentenze di primo grado diffuse in data odierna dalla Federcalcio al termine della Camera di Consiglio della Commissione Disciplinare FIGC sul processo del cosiddetto “calcio scommesse”, l’U.S. Triestina Calcio S.p.A. comunica di sentirsi penalizzata oltremisura e conferma la propria volontà di proseguire nella difesa dei propri diritti.

In tal senso, note e già censurate le istanze del Procuratore Federale ritenute beffardamente lievi visto il l’impianto accusatorio, il Presidente dell’U.S. Triestina Calcio dott. Stefano Fantinel conferma – come espresso sin dagli albori dell’inchiesta – che ricorrerà ad ogni grado previsto dalla  Giustizia Sportiva e, qualora questa non garantisca la giusta tutela, ribadisce l’intenzione di adire alla Giustizia Ordinaria per far valere le proprie istanze e difendere i propri diritti, dapprima lesi e ad oggi smaccatamente ignorati.

Stupisce infatti che, se da una parte i singoli tesserati abbiano ricevuto pesantissime squalifiche ed inibizioni, alle rispettive Società siano state invece comminate blande ammende e penalizzazioni calcolate ad hoc per evitare di stravolgere le classifiche finali di un campionato (quello 2010/2011 di Serie Bwin) risultato evidentemente contraffatto come evidenziato dal procuratore della Repubblica di Cremona nel corso delle proprie indagini.

La Società rammenta altresì che la scorsa estate, l’U.S. Triestina Calcio, per poter perfezionare la riammissione nel campionato cadetto 2010/2011, aveva dovuto presentare un assegno circolare di 1.000.000 (un milione) di Euro a fondo perduto a titolo di “contributo straordinario alla FIGC”. In sostanza, l’U.S. Triestina Calcio, congrua in ogni aspetto ai parametri previsti per il “ripescaggio”, si è così pagata la riammissione ad una competizione che sia la Magistratura Ordinaria, sia la Giustizia Sportiva, hanno sancito esser stata da alcuni dolosamente truccata. Di questo, la stessa FICG dovrà renderne conto nelle sedi preposte.

A rendere ancora più svilente il quadro poc’anzi esposto, vi è poi la considerazione che, nel corso della passata stagione, si erano già palesati i prodromi di una “giustizia interpretativa” da parte degli organi di controllo e della stessa Lega di Serie B: se per alcuni – come per la scrivente – i termini amministrativi dovevano essere rispettati in ogni loro parte (sia sostanziale che temporale), per altri le norme riguardanti fidejussioni e adempimenti formali da rispettare in tempi certi, non rappresentavano paletti così perentori.

Stanti queste considerazioni, ancora una volta e con forza, il Presidente dell’U.S. Triestina Calcio S.p.A. attraverso i propri avvocati è determinato ad adire a tutte le vie legali – sportive ed ordinarie – per far valere i diritti propri e della Società che rappresenta.

U.S. Triestina Calcio S.p.A.

 

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