La nuova proprietà si presenta: "L'obiettivo è portare la Triestina in serie A"
La presidente in pectore Cristina De Angelis: "Alla base di tutto c'è il settore giovanile". Sergio Aletti: "Fondamentale creare un centro sportivo"
La prima decisione dei nuovi proprietari è l'eliminazione dei "tifosi virtuali" e la riapertura della Tribuna Colaussi. Confermata la disponibilità all'ingresso di imprenditori locali nella compagine societaria e annunciata la presenza di un tifoso nel cda.
Trieste 30-08-2011Per gli incarichi ufficiali bisognerà attendere l'assemblea dei soci bisognerà attendere venerdì ma intanto, questa mattina, i nuovi proprietari dell'U.S. Triestina Calcio si sono presentati alla città, accompagnati dal direttore generale Marco Cernaz, in una conferenza stampa svoltasi all'Hotel Savoia Excelsior. Obiettivi ambiziosi quelli dichiarati dalla presidente in pectore della società alabardata, Cristina De Angelis: "Ci piacerebbe portare la Triestina in serie A" esordisce, sottolineando tuttavia che "il percorso per raggiungere questo obiettivo sarà sicuramente difficile". Il primo passo di questo percorso è di avvicinamento ai tifosi, innanzitutto con l'eliminazione dei 'tifosi virtuali': "Lo stadio "Rocco" deve diventare il nostro fortino, - afferma la futura presidente - gli avversari devono temere questo campo. Invece con gli avatar si mettevano a ridere". Ma il filo diretto con la tifoseria si concretizzerà anche con la presenza di un rappresentante dei tifosi nel consiglio di amministrazione della società. Una presidente donna non è un'abitudine nel calcio ma la De Angelis non si spaventa: "Il 99% dei presidenti nel calcio sono o sono stati uomini: alcuni hanno fatto bene, altro meno, altri sono stati disastrosi. Bisogna focalizzarsi sulla capacità delle persone, senza pregiudizi e senza sconti". Alla base del lavoro dei nuovi proprietari della Triestina Calcio sarà il settore giovanile; concetto sottolineato con forza sia dalla De Angelis che da Sergio Aletti. Ma per sviluppare il vivaio e dare slancio anche alla prima squadra è fondamentale creare un centro sportivo all'altezza: "Vogliamo fare calcio e farlo bene - assicura Aletti - ma per arrivare a questo è pensabile che la Triestina per 2-3 mesi all'anno si alleni in provincia di Udine e per il restante periodo lavorare a Opicina con risultati devastanti in termini di infortuni?". Alle istituzioni (con le quali i primi contatti sono stati assolutamente positivi, hanno sottolineato i nuovi proprietari della Triestina) Aletti chiede "un terreno da 60-70 mila metri quadri per 4 campi da calcio, una palestra e un campo da tennis. Se avessimo questo tipo di struttura, da mettere a disposizione della comunità, sarebbe un passo avanti". L'obiettivo di Aletti è "fare in modo che i triestini ritrovino entusiasmo verso la squadra. Fuori città la Triestina è considerata 'tanta roba', qui invece ho trovato un po' di disillusione. Riaccendere la carica dei tifosi sarebbe la nostra prima vittoria".
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